Amt, Ugl Fna pronta allo sciopero: «Per gli autisti impegno lavorativo esasperante. Impossibile conciliare il lavoro con la vita e il recupero psico-fisico»

Nel mirino anche il sistema di prenotazione delle ferie che ancora obbliga i dipendenti ad accamparsi davanti agli uffici

«Oggi abbiamo avviato le procedure di raffreddamento – Piccardo Roberto, dirigente sindacale Ugl Fna -. La situazione dei lavoratori, in termine di carichi di lavoro vive un momento di criticità straordinario, che sta stremando le già provate risorse umane dell’azienda. Nonostante sacrifici già affrontati, infatti, si continua a chiedere al personale un impegno lavorativo esasperante, che non consente la conciliazione dei tempi di vita lavoro, ma neppure il recupero psico-fisico di chi ha la responsabilità di esercitare il trasporto pubblico locale e di assumersi, quindi, anche il ruolo delicato e cruciale che è quello dell’operatore di esercizio, con evidenti ripercussioni sulla qualità della vita e sulla consistenza dello stress da lavoro correlato.
Pertanto, considerato: l’insostenibilità delle condizioni di lavoro relative ai carichi di lavoro del viaggiante; i tempi di percorrenza non adeguati e l’inasprimento dei turni, il quotidiano scalo vetture, per assenza di mezzi; la necessità soprattutto nelle ore serali e notturne di avere vetture con videosorveglianza funzionante e posti guida completamente chiusi. La mancata concessione delle ferie con notevoli pregressi ed un sistema di assegnazione assolutamente inadeguato; l’impossibilità di individuare soluzioni condivise che possano contemperare le necessità aziendali con i diritti incomprimibili di salute e sicurezza delle lavoratori e dei lavoratori dell’azienda».

«Anche i graduati del “movimento” sono costretti a salti mortali per coprire il sevizio per assenza di personale e di mezzi, ci sono graduatorie ancora in essere, ma le assunzioni non partono – continua Piccardo -. Anche il personale operaio è costretto a lavorare in condizioni inadeguate. I verificatori di titoli di viaggio, così come gli addetti alla sosta hanno timore a svolgere la mansione. Tutto ciò ci ha portato oggi ad avviare le procedure di raffreddamento, non ci servono più parole ma fatti concreti, ogni giorno si verificano aggressioni verbali e fisiche, servono leggi certe e più severe».
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